Vladimir Peluria

Un blog del genere lontano dai generi
sabato, 20 giugno 2009

Eurika!



Davanti a una vetrina, mentre Helena fumava una sigaretta guardando schifata la merce esposta, Yvonne e io pensavamo che, per poterla comprare, avevamo bisogno di un mutuo o di un terno al lotto, evento quanto mai improbabile, considerando la nostra scarsa propensione ad autotassarci con quel gioco malefico.
"Guarda com'è bello quel paio: tacco come piace a me, quel tocco di kitch che non guasta", stava dicendomi Yvonne. "290 euro, però ... ci devi lavorare due settimane."
Helena sbuffando, si è fatta andare il fumo di traverso: "La prossima volta che dovete andare in giro per questa robaccia dozzinale, lasciatemi in pace. Starei dormendo da due ore, adesso. Per colpa di voi due sguattere le mie rughe stanno diventando dei solchi."
Yvonne e io l'abbiamo mandata a quel paese platealmente, ma lei neanche ci ha sentite perché, nel frattempo, era corsa dietro a un donnino tutto sculettante che era entrato nella boutique - proprio il tipo che piace a lei - dimenticando quanto aveva appena detto a proposito della merce esposta in vetrina, ed evidentemente, delle poveracce che la indossano.
Ci siamo guardate, come due superstiti, e ci saremmo rimesse a sognare di scarpe e abitini con o senza paillettes, quando Yvonne ha assunto un  espressione che ho imparato a temere, e ha detto: "Sai, la storia dell'euro: credo di aver capito tutto..." L'ho afferrata per un braccio e l'ho trascinata verso il bar di fronte.
Ho riaperto la bocca soltanto dopo che eravamo entrambe sedute di fronte a due doppio malto da 400 ml: sapevo che la cosa sarebbe andata per le lunghe. "E adesso spara", le ho intimato, "vorresti dire che hai una teoria sul perché molti prezzi sono raddoppiati da quando l'euro ha assunto corso legale?"
Mi ha sorriso con l'aria di chi ha capito tutto - lo sa che odio quello sguardo, ma non può farne a meno - e ha incominciato. "Se ci pensi bene, i prodotti che hanno subito un reale  aumento di prezzo da quando c'è l'euro, non sono tantissimi. Anzi, la maggior parte degli alimentari e degli elettrodomestici costa meno. Sai cos'è realmente cambiato, e tanto? La nostra propensione a spendere."
"Ma dai", le ho detto, più che altro per alleggerire lo sguardo insistente con cui stavo fissando il cameriere dai capelli neri che si muoveva silenzioso fra i tavoli.
"Davvero! Il mese scorso, per esempio, ho comprato il palmare. Questo" e me lo ha fatto vedere orgogliosa, come quando si esibisce una cosa nuova. "L'ho pagato 235 euro. Ora, stavo riflettendo sul fatto che non  lo avrei mai comprato se avessi dovuto superare l'ostacolo psicologico delle 450.000 lire. Abbiamo la sensazione di spendere la metà di quanto realmente facciamo, ed è questo che ci frega." Mi ha presa per una mano, tentando di dare una scrollata alla mia attenzione persa dietro le fasce muscolari che riempivano deliziosamente i pantaloni neri del cameriere, e ha proseguito: "Io sono convinta che il rapporto di cambio sia stato studiato proprio per ottenere quest'effetto: era da tempo che si parlava della propensione al risparmio di noi europei, gli italiani soprattutto, ed è lì che si posavano le mire dei grossi gruppi industriali e commerciali. Rifletti su un particolare: come mai l'euro è stato scelto come moneta solo da quei popoli che potevano spendere di più? Ecco, guarda" e infila il palmare nella linea ideale che partiva dai miei occhi per raggiungere quelli del moretto che girava per i tavoli, "guarda i tassi di cambio: i tedeschi, gli italiani, i portoghesi, gli spagnoli e gli austriaci, hanno un rapporto psicologico quasi di uno a due: quello che costava 2 adesso costa 1, e quindi lo compri con più facilità. E adesso, invece, guarda quelli dei paesi che non hanno aderito a eurolandia: Inghilterra, Danimarca, Norvegia ... vedi? Sono tutte nazioni in cui i consumi si sarebbero contratti, per il contraccolpo psicologico di spendere più di prima."
L'ho guardata senza parlare. A volte penso che sia davvero un genio. A volte che sia semplicemente pazza. In quei secondi che trascorrevano in silenzio, stavo decidendo quale delle due fosse in quell'occasione.
"Noi abbiamo creduto di aver scelto, di aver fatto referendum consapevoli di scegliere in base alle nostre idee: invece ci hanno fatto fare sempre quello che vogliono. Ci manovrano come bamboline, come i protagonisti di un videogioco. Ci scommetterei la collezione di cd che i cittadini di quei paesi sono stati spinti a restare fuori dalla zona euro."
Le ho sorriso: "Sei un genio". Avevo deciso. Poi, allargando la bocca nel migliore sorriso di cui sono capace, ho chiamato il cameriere per ordinare altre due birre.
E chi sa che non ne venisse fuori qualcos'altro.
postato da VladimirPeluria alle ore 15:26 | link | commenti (10)
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lunedì, 05 gennaio 2009

La scorsa notte ho sognato Ambrose Bierce. Non invidiatemi prematuramente: purtroppo il ragazzone non voleva sesso da me. Voleva che facessi un lavoro per lui. "Da quando me ne sono andato," mi ha detto, "sono cambiate troppe cose. E ho bisogno che qualcuno aggiorni il mio Dizionario del diavolo. Ho pensato che tu ne saresti stata capace". Adesso potete invidiarmi con cognizione di causa. Indegnamente, eccomi alle prese con i primi aggiornamenti.





Gay: S. M., anche aggettivo: omosessuale. Ha sostituito una serie di epiteti ormai in disuso in ambito ufficiale (ricchione, culo, checca) che trovano ancora largo uso fra persone fidate quando, parafrasando Hitler che parlava degli Ebrei, si potrà affermare che "Ormai comandano tutto loro". In società oppure nella rete - in blog, forum o social network - qualora si voglia prendere le distanze da queste persone, è diventato uso comune anteporre al proprio pensiero una frase del tipo "Ho molti amici gay, però ...", dopo di che si potrà esprimere per loro il giusto disprezzo, specialmente riguardo alla loro pretesa di andarsene in giro impunemente, magari con l'aggravante di essere vestiti come più aggrada loro.  Nel caso si voglia far osservare la natura offensiva per il comune senso del pudore della manifestazione che, annualmente, alcuni di loro organizzano, astenersi dall'accostare a essa il modo in cui si vestono i rappresentanti del clero, ancora più pittoresco, ma della quale vista possiamo godere quotidianamente anziché annualmente.
postato da VladimirPeluria alle ore 18:51 | link | commenti (9)
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giovedì, 06 novembre 2008

Geometrie

Geometrie



Mi stavo sfoltendo le sopracciglia - sapete quant'è dura apparire bella per una ragazza mediterranea - quando mi ha telefonato Helena. Visto che mi interrompe sempre nei momenti più inopportuni, mi sono dotata di un apparecchio con il vivavoce che, tranne per quando ci si trovi alle prese con un ragazzo che fa passare l'amicizia in secondo piano, consente di continuare tranquillamente a proseguire nell'attivività che si faceva prima della telefonata. E allora le ho risposto senza abbandorare le pinzette.
"Che vuoi, malefica?"
"Come mai ti sento così lontana?"
"Ho messo il vivavoce, tesoro, visto che mi interrompi sempre nei momenti più delicati..."
"Tipo? Ti stavi depilando l'inguine? Oddio, che immagine disgustosa. Piuttosto, Vlady, devo aggiornarti sulle ultime performance di Yvonne: si è iscritta a fisica."
"Bene, non sei contenta? Forse ha finalmente trovato la sua strada e...."
"Ma fammi il piacere! Ho dovuto sopportarla per due ore al telefono mentre mi spiegava di buchi neri e geometrie non clitoridee..."
"Ehm, sicuro che sia quella la parola?"
"Buchi neri? Che ne so, siete voi due le esperte, io mi interesso di soggetti femminili."
Per chi si fosse perso le puntate precedenti, ricordo che, mentre Yvonne e io amiamo gli uomini, Helena è lesbica.
"No, volevo dire le geometrie. Ma cosa puoi saperne tu, che invece di studiare correvi dietro le gonnelle con la MG di papà."
Comunque, la cosa mi ha molto incuriosito: conoscendo Yvonne, non si può mai sapere cosa le passi per la testa. Così, qualche giorno dopo, sono andata a trovarla, a Roma.

Ciao tesoro, smuack, smuack a te, ti trovo benissimo eccetera.
"Scusami un attimo: finisco di ascoltare quest'audiolezione." E si è rimessa le cuffie, mentre mi riempivo qualcosa da bere. Qualcuno si è messo a suonare il campanello, le ho dato un colpetto sul golfino, e le ho detto: "Suonano alla porta!"
Senza togliersi le cuffie, mi risponde: "Dagli cinque euro e mandali via"
"!? Yvonne, guarda che è presto per Natale: non sono gli zampognari che suonano qui fuori, c'è qualcuno attaccato al campanello".
Quando si è decisa ad andare ad aprire, non c'era più nessuno.
"Allora, spiegami le geometrie non clitoridee..."
"Ah, sì, te lo ha detto Helena? Ecco, vedi, mi sono fatta l'idea che il mondo, con l'attuale visione  fallocentrica, ha al centro dei suoi interessi il clitoride. Allora, ispirata dallo studio delle geometrie non euclidee, ho pensato che forse era il momento di ribaltare questa interpretazione del mondo. Mi ci sto applicando."
"Uhm, non oso immaginare come. Stai studiando il ... fenomeno da vicino, immagino..."
"... ma finiscila, pensi sempre a quello!"
postato da VladimirPeluria alle ore 15:20 | link | commenti (4)
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martedì, 19 agosto 2008

Disforie

Mentre impazza, naturalmente lontano dalle ribalte mediatiche più viste, il dibattito intorno alla disforia del genere, di cui potere leggere inedite e profonde riflessioni QUI, per decidere se e come il problema della disforia del genere sia una malattia, uno stato naturale, vada quindi curato, assecondato, e invece, secondo me va soltanto vissuto, tanto, per i  forse pochi, anni che mi restano da vivere, cosa volete che mi importi sapere del perché io sia come sono, quando vorrei solo viverli nella migliore maniera possibile, lontano da chi deve decidere quale etichetta attaccarmi addosso come se fossi un barattolo di marmellata, dicevo, mentre si discute di tutto ciò, io voglio portare alla vostra attenzione un altro tipo di disforia, di cui mi sono occupata personalmente, e dove ho potuto portare alla luce dei punti fermi e sconcertanti.
Prima, però, per chiudere definitivamente la parentesi aperta parlando della disforia del genere, che dovrebbe grosso modo occuparsi della non corrispondenza del genere "fisico" con quello "mentale", vorrei esprimere delle considerazioni che sgorgano spontanee dalle mie corde vocali ogni volta che ne sento parlare. Non sono riuscita ancora a capire quali sono i criteri a cui attenersi per attribuire il genere sessuale in modo netto a una persona. Mi spiego meglio, dando per scontato che esista il maschile e il femminile, e che poniamo, per ipotesi, ai due estremi il maschio e la donna eterosessuale, come inquadrare in modo netto tutte le sfumature intermedie?
Tralasciando, per ora, quello che è l'argomento clou del dibattito, cioè il posizionamento delle categorie riconosciute, gay e lesbiche, transessuali, transgender, che a loro volta possono essere m t f (male to female), f t m, mtf gay e mtf etero, ftm lesbo e ftm etero, e travetisti, a loro volta gay, lesbo ed etero, come inquadrare le persone dalle caratteristiche sessuali più sfumate rispetto a quanto finora "classificato"?
Poniamo al limite estremo del maschio etero quello che, puzzando come una capra, come vuole la massima che "l'omo adda puzzà" per essere vero uomo, e che effettua l'atto sessuale al solo scopo procreativo nella posizione del missionario, come considerare invece, il maschio che preferisce stare sotto durante il rapporto? Come una latenza di omosessualità? E quello che ama farsi toccare i capezzoli oltre che toccarli? Anch'esso prossimo a una deviazione dalla "retta" via? E, ancora, quello che indugia oltre il lecito palpando le calze di nylon della partner, non nasconderà forse il nascosto desiderio di indossarle egli stesso? Tutto questo, e altre domande, hanno bisogno di risposte, esattamente quanto quelle con cui ho aperto questo post. Da parte mia, come già vi ho detto, lascerò tutti questi argomenti che trovo deliziosamente oziosi a chi ha deciso di preferire la speculazione alla vita.
Io, preferisco vivere.
Torniamo ora a quello che, se non mi facessi sempre prendere la mano dal divagare, è l'argomento centrale di questo post: la nuova disforia da me scoperta. Si tratta della cosiddetta Mis-brain-location, ovvero dell'Errata dislocazione del cervello.
Come il nome lascia facilmente intuire, la sindrome affligge persone che hanno il cervello collocato in una parte del corpo che solitamente usiamo per altri usi, più o meno gradevoli, ma che tutti più o meno posiamo sulla tavoletta del cesso almeno una volta al giorno. E' evidente che una simile malattia è di grave nocumento per chi ne è afflitto, ma anche per le persone loro vicino. Pensate a quante volte vi capita di imbattervi in gente che sembra ragionare col c..., bene, ora abbiamo la prova scientifica che non è colpa loro. A me spesso è capitato, comprando scarpe che amo con i tacchi ben alti, di misurarne che mi stringevano il piede più del dovuto e le commesse insistevano dicendo che"dopo cedono": ebbene, le povere ragazze sono rientrate tutte nello studio della M-B-L syndrome. Pensate anche a tutte quelle povere persone che installano il navigatore satellitare sull'auto che usano tutti i giorni per lo stesso percorso quando vanno a lavorare, o a tutti quei malati che seguono i reality, magari pagando anche il canone a sky, che già di per sé è un indicatore quasi certo della sindrome. Pensate a quelli che buttano le carte dal finestrino o che ascoltano i Pooh. Lo studio della sindrome si è spinto, negli ultimi mesi, ben oltre la routine e, nel mese di aprile del 2008, si è potuto stabilire con certezza che, nella sola Italia, ne è affetto circa il 60 % della popolazione. Si auspica che, al più presto, le case farmaceutiche sappiano trovare un rimedio efficace. La sperimentazione sarebbe partita su soggetti volontari che, privati di televisore per alcuni mesi, sembrerebbero aver raggiunto ottimi risultati.
postato da VladimirPeluria alle ore 19:03 | link | commenti (7)
categorie: sesso, gay , trans, maschio, transgender, travesta, trav, crossdress

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Vladimir Peluria, transgender innamorata della vita. L'ironia salverà il mondo oppure non si salverà.

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