Vladimir Peluria

Un blog del genere lontano dai generi
domenica, 18 ottobre 2009

Adotta un cervello






 
Sul divano, mentre ero seduta raccolta sui piedi, sognando scarpe impossibili viste nelle vetrine di Paris durante la mia recente vacanza, vedevo scorrere sullo schermo televisivo immagini ridicole e prive di senso, come spesso accade quando si guarda l'elettrodomestico privo di audio. Al terzo squillo pressante, sono andata ad aprire la porta: era Helena. E' entrata, e dopo i rituali baci sulle guance è andata al mobile, si è riempita un bicchiere di Passito e buttata sul divano. Ha preso il telecomando e ha alzato il volume. C'era un servizio sul tentativo di Zapatero di legiferare in materia di aborto. Per qualche arcano meccanismo, entrambe siamo passate a pensare alla situazione italiana, a proposito di famiglie, di DICO, di adozioni... "Io non vorrei mai un
figlio" ho detto. Helena mi ha guardato con sufficienza (come sempre): "Io ne voglio tre, due maschi e una femmina. Ma più in là, adesso è presto".
"Con le leggi che ci ritroviamo qui, comunque, le nostre preoccupazioni sono premature".
"Ti sembra normale il modo in cui la gente guarda al problema delle adozioni? Voglio dire, un'adozione significa dare dei genitori a un bimbo che non ne ha, mica il contrario, eppure io sento sempre dire <abbiamo
chiesto un figlio>, mai qualcuno che dicesso, almeno a salvare l'apparenza, <ci siamo offerti di adottare un bambino>. Lo trovo assurdo, uno dei tanti apsetti di un egoismo senza limiti".
Helena mi ha guardata, stavolta con occhio diverso: "Sai che non avevo mai considerato la questione da questo punto di vista?"
"Il problema è che non lo fa quasi nessuno. Quando se ne è discusso in Italia, mi sarebbe piaciuto che almeno qualcuno ponesse il bambino al centro della discussione, anziché parlare di tutt'altro. Ti rendi conto che
sulle spalle di quelle povere creature si combattono guerre politiche che hanno tutt'altri obiettivi?"
"Hai ragione," mi ha detto, "è disgustoso".
Dopo qualche minuto di silenzio, mentre il tiggì proseguiva con le importantissime notizie che parlavano della Canalis, ho spento il televisore, mentre Helena esclamava: "Sono curiosa di sapere cosa ne pensa quella squilibrata di Yvonne!"
Ha preso il telefono e ha composto il numero. Ha attivato il viva voce.
"Pronto?"
"Yvonne! Che combini, vecchia calza? Senti, siamo qui Vlady e io,
volevamo chiederti una cosa: cosa ne pensi delle adozioni per le coppie di fatto?"
C'è stata una pausa.
"Senti, Helena, non prendertela, ma sono occupatissima: ho appena dimostrato, calcoli alla mano, che Dio esiste".

postato da VladimirPeluria alle ore 10:53 | link | commenti (1)
categorie: gay , aborto, leggi, helena, vladimir
sabato, 20 giugno 2009

Eurika!



Davanti a una vetrina, mentre Helena fumava una sigaretta guardando schifata la merce esposta, Yvonne e io pensavamo che, per poterla comprare, avevamo bisogno di un mutuo o di un terno al lotto, evento quanto mai improbabile, considerando la nostra scarsa propensione ad autotassarci con quel gioco malefico.
"Guarda com'è bello quel paio: tacco come piace a me, quel tocco di kitch che non guasta", stava dicendomi Yvonne. "290 euro, però ... ci devi lavorare due settimane."
Helena sbuffando, si è fatta andare il fumo di traverso: "La prossima volta che dovete andare in giro per questa robaccia dozzinale, lasciatemi in pace. Starei dormendo da due ore, adesso. Per colpa di voi due sguattere le mie rughe stanno diventando dei solchi."
Yvonne e io l'abbiamo mandata a quel paese platealmente, ma lei neanche ci ha sentite perché, nel frattempo, era corsa dietro a un donnino tutto sculettante che era entrato nella boutique - proprio il tipo che piace a lei - dimenticando quanto aveva appena detto a proposito della merce esposta in vetrina, ed evidentemente, delle poveracce che la indossano.
Ci siamo guardate, come due superstiti, e ci saremmo rimesse a sognare di scarpe e abitini con o senza paillettes, quando Yvonne ha assunto un  espressione che ho imparato a temere, e ha detto: "Sai, la storia dell'euro: credo di aver capito tutto..." L'ho afferrata per un braccio e l'ho trascinata verso il bar di fronte.
Ho riaperto la bocca soltanto dopo che eravamo entrambe sedute di fronte a due doppio malto da 400 ml: sapevo che la cosa sarebbe andata per le lunghe. "E adesso spara", le ho intimato, "vorresti dire che hai una teoria sul perché molti prezzi sono raddoppiati da quando l'euro ha assunto corso legale?"
Mi ha sorriso con l'aria di chi ha capito tutto - lo sa che odio quello sguardo, ma non può farne a meno - e ha incominciato. "Se ci pensi bene, i prodotti che hanno subito un reale  aumento di prezzo da quando c'è l'euro, non sono tantissimi. Anzi, la maggior parte degli alimentari e degli elettrodomestici costa meno. Sai cos'è realmente cambiato, e tanto? La nostra propensione a spendere."
"Ma dai", le ho detto, più che altro per alleggerire lo sguardo insistente con cui stavo fissando il cameriere dai capelli neri che si muoveva silenzioso fra i tavoli.
"Davvero! Il mese scorso, per esempio, ho comprato il palmare. Questo" e me lo ha fatto vedere orgogliosa, come quando si esibisce una cosa nuova. "L'ho pagato 235 euro. Ora, stavo riflettendo sul fatto che non  lo avrei mai comprato se avessi dovuto superare l'ostacolo psicologico delle 450.000 lire. Abbiamo la sensazione di spendere la metà di quanto realmente facciamo, ed è questo che ci frega." Mi ha presa per una mano, tentando di dare una scrollata alla mia attenzione persa dietro le fasce muscolari che riempivano deliziosamente i pantaloni neri del cameriere, e ha proseguito: "Io sono convinta che il rapporto di cambio sia stato studiato proprio per ottenere quest'effetto: era da tempo che si parlava della propensione al risparmio di noi europei, gli italiani soprattutto, ed è lì che si posavano le mire dei grossi gruppi industriali e commerciali. Rifletti su un particolare: come mai l'euro è stato scelto come moneta solo da quei popoli che potevano spendere di più? Ecco, guarda" e infila il palmare nella linea ideale che partiva dai miei occhi per raggiungere quelli del moretto che girava per i tavoli, "guarda i tassi di cambio: i tedeschi, gli italiani, i portoghesi, gli spagnoli e gli austriaci, hanno un rapporto psicologico quasi di uno a due: quello che costava 2 adesso costa 1, e quindi lo compri con più facilità. E adesso, invece, guarda quelli dei paesi che non hanno aderito a eurolandia: Inghilterra, Danimarca, Norvegia ... vedi? Sono tutte nazioni in cui i consumi si sarebbero contratti, per il contraccolpo psicologico di spendere più di prima."
L'ho guardata senza parlare. A volte penso che sia davvero un genio. A volte che sia semplicemente pazza. In quei secondi che trascorrevano in silenzio, stavo decidendo quale delle due fosse in quell'occasione.
"Noi abbiamo creduto di aver scelto, di aver fatto referendum consapevoli di scegliere in base alle nostre idee: invece ci hanno fatto fare sempre quello che vogliono. Ci manovrano come bamboline, come i protagonisti di un videogioco. Ci scommetterei la collezione di cd che i cittadini di quei paesi sono stati spinti a restare fuori dalla zona euro."
Le ho sorriso: "Sei un genio". Avevo deciso. Poi, allargando la bocca nel migliore sorriso di cui sono capace, ho chiamato il cameriere per ordinare altre due birre.
E chi sa che non ne venisse fuori qualcos'altro.
postato da VladimirPeluria alle ore 15:26 | link | commenti (10)
categorie: , scarpe, euro, tacchi, helena, transgender, vladimir, yvonne, trav, crossdress
giovedì, 06 novembre 2008

Geometrie

Geometrie



Mi stavo sfoltendo le sopracciglia - sapete quant'è dura apparire bella per una ragazza mediterranea - quando mi ha telefonato Helena. Visto che mi interrompe sempre nei momenti più inopportuni, mi sono dotata di un apparecchio con il vivavoce che, tranne per quando ci si trovi alle prese con un ragazzo che fa passare l'amicizia in secondo piano, consente di continuare tranquillamente a proseguire nell'attivività che si faceva prima della telefonata. E allora le ho risposto senza abbandorare le pinzette.
"Che vuoi, malefica?"
"Come mai ti sento così lontana?"
"Ho messo il vivavoce, tesoro, visto che mi interrompi sempre nei momenti più delicati..."
"Tipo? Ti stavi depilando l'inguine? Oddio, che immagine disgustosa. Piuttosto, Vlady, devo aggiornarti sulle ultime performance di Yvonne: si è iscritta a fisica."
"Bene, non sei contenta? Forse ha finalmente trovato la sua strada e...."
"Ma fammi il piacere! Ho dovuto sopportarla per due ore al telefono mentre mi spiegava di buchi neri e geometrie non clitoridee..."
"Ehm, sicuro che sia quella la parola?"
"Buchi neri? Che ne so, siete voi due le esperte, io mi interesso di soggetti femminili."
Per chi si fosse perso le puntate precedenti, ricordo che, mentre Yvonne e io amiamo gli uomini, Helena è lesbica.
"No, volevo dire le geometrie. Ma cosa puoi saperne tu, che invece di studiare correvi dietro le gonnelle con la MG di papà."
Comunque, la cosa mi ha molto incuriosito: conoscendo Yvonne, non si può mai sapere cosa le passi per la testa. Così, qualche giorno dopo, sono andata a trovarla, a Roma.

Ciao tesoro, smuack, smuack a te, ti trovo benissimo eccetera.
"Scusami un attimo: finisco di ascoltare quest'audiolezione." E si è rimessa le cuffie, mentre mi riempivo qualcosa da bere. Qualcuno si è messo a suonare il campanello, le ho dato un colpetto sul golfino, e le ho detto: "Suonano alla porta!"
Senza togliersi le cuffie, mi risponde: "Dagli cinque euro e mandali via"
"!? Yvonne, guarda che è presto per Natale: non sono gli zampognari che suonano qui fuori, c'è qualcuno attaccato al campanello".
Quando si è decisa ad andare ad aprire, non c'era più nessuno.
"Allora, spiegami le geometrie non clitoridee..."
"Ah, sì, te lo ha detto Helena? Ecco, vedi, mi sono fatta l'idea che il mondo, con l'attuale visione  fallocentrica, ha al centro dei suoi interessi il clitoride. Allora, ispirata dallo studio delle geometrie non euclidee, ho pensato che forse era il momento di ribaltare questa interpretazione del mondo. Mi ci sto applicando."
"Uhm, non oso immaginare come. Stai studiando il ... fenomeno da vicino, immagino..."
"... ma finiscila, pensi sempre a quello!"
postato da VladimirPeluria alle ore 15:20 | link | commenti (4)
categorie: sesso, gay , , pelle, trans, maschio, luxuria, euclide, helena, clitoride, transgender, vladimir, travesta, yvonne, trav, crossdress

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Vladimir Peluria, transgender innamorata della vita. L'ironia salverà il mondo oppure non si salverà.

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