"Niente è sacro. Principio numero uno. Niente. Neanche tua madre, neanche i martiri ebrei, neanche quelli che muoiono di fame. Ridere di tutto, di tutto ferocemente, amaramente, per esorcizzare vecchi mostri. E' far loro troppo onore abbordarli con deferenza. E' del peggio che bisogna ridere più forte, è dove fa più male che bisogna grattare fino a farsi uscire il sangue. La fame, la tortura, la miseria, lo sfruttamento, la guerra... E la stupidità, madre di tutti questi bei figli! E' ridere cattivo? Eh, non è forse ogni risata cattiva? Anche la vecchia gag del tombino, se fa ridere, non è forse per la sfortuna del tipo che vi cade dentro? Tutto spontaneamente, ferocemente. Subito dopo, interviene la morale, ci si giudica per aver riso, ci si condanna, ci si preoccupa per la triste sorte della vittima, ci si immedesima, si partecipa alla sua paura, alle sue ferite...
Appena uscito, ecco il riso che diventa cattivo.
La satira è il riso della coscienza pulita. Trascina l'infame nel fango, chi la fa è senza macchia. Merda alla satira, merda alla coscienza pulita! Noi siamo tutti delle belle carogne, degli stronzi neanche troppo belli a vedersi. I mostri sono ANCHE in noi, anzi di più in noi, noi sappiamo dove sono. Non ci sono arcangeli. Ridiamo dei nostri musi, trasciniamoci nella merda con tutto il mucchio. Gli altri, siamo ANCHE noi. "
François Cavanna - 1978 - Stupido e cattivo (Bete et méchant)
François Cavanna è uno dei fondatori di Hara Kiri e di Charlie Hebdo, due riviste che dal 1960 hanno cambiato il modo di fare umorismo e il mondo dei fumetti. Più volte colpiti dalla censura, fino all'ultimo caso del 2006 con la riproposizione delle vignette danesi sull'Islam. Hara kiri deve il suo sottotitolo, journal bete et méchant (giornale stupido e cattivo) alla lettera di un militare in pensione che così definì la rivista all'uscita del secondo numero del 1960. Cavanna è autore di fumetti, di articoli di fanta-cronaca e infine di romanzi, fra cui Les écritures, che raccontano le avventure di Dio, vera bibbia dell'ateismo, e dei quattro volumi della sua autobiografia. Mai tradotto in italiano, purtroppo.