Vladimir Peluria

Un blog del genere lontano dai generi
venerdì, 04 settembre 2009

Giselle

La scena che si sarebbe presentata agli occhi di un eventuale spettatore era questa: Helena e io eravamo sedute di fronte. Entrambe avevamo un piede davanti agli occhi dell'altra che, diligentemente (più io che lei, come potrete immaginare), ne smaltava le unghie. Parlavamo del più e del meno, di cose futili come se Demi Moore fosse tutta rifatta o soltanto al 90%, cose meno futili come la deriva dispotica e liberticida che il nostro paese sta prendendo, quando Helena, sbavandomi criminalmente il mignolo, ha urlato: "Accendi la radio! Cioè, voglio dire, accendi il PC e cerca RadioZero, una web radio che impazza in questo periodo: c'è anche la nostra cara amica Yvonne che conduce un programma musicale." Mi sono alzata e, zompettando su un piede solo nello zoccolo, ho preso il portatile, l'ho liberato dallo stand-by, ché non lo spengo mai, e ho gugolato RadioZero. Appena è partito lo streaming, abbiamo sentito la voce di Yvonne che, con tutta la serietà del mondo, asseriva quanto segue, lasciandomi a bocca aperta e dimentica di soffiare sulle unghie di Helena: " ... e quindi, nel 1983, gli Squallor composero Avida, brano che, su un'ossatura musicale di chitarra classica, racconta le vicende di un uomo alle prese con il cadavere della sua donna, con il consueto garbo. Successivamente, nel 1982, i Dire Straits ripresero il brano, modificando la parte cantata, e lo inclusero nell'album Love over gold, con il titolo di Private investigations ... "
Helena si guardava le mani mentre io cercavo i suoi occhi. "Sai," mi ha detto, "mica è finita qui: ha in programma uno spettacolo di danza. Una cosa che, a sentir lei,
rivoluzionerà il mondo della danza per come lo conosciamo." Ho impiegato molto più del dovuto per fare la domanda di rito: "Che vuoi dire?"
Abbiamo cambiato la posizione dei piedi e, mentre si procedeva alla smaltatura delle altre cinque dita, in un rosso puttana irresisitibile, Helena ha continuato il suo
resoconto. "La cosa è un po' lunga, ma tanto oggi abbiamo tempo". Era sabato pomeriggio, giornata in cui ci rifiutiamo di contribuire come molti al riciclaggio di denaro della mafia nei centri commerciali mentre, spesso, dedichiamo queste ore al cazzeggio e al gossip casalingo. "Da dove cominciare? Provo a spiegartelo così, ammesso che sia riuscita a comprendere a pieno le geniali elucubrazioni della Yvonne: hai presente certo cinema, per esempio quello di David Lynch, o quello di Mel Brooks ..."
"Be'," l'ho interrotta, "non è che abbiano tanto in comune..."
"Sì, lo so, però, quello che volevo dire è che è un tipo di cinema "adulto", comprensibile solo a chi abbia già una grossa esperienza di film alle spalle. Mi spiego meglio:
se facessi vedere i loro film a uno spettatore degli anni Venti, si chiederebbe quale pazzo ha potuto concepire un'idea simile. E' un cinema pieno di ... cinema; sono film che si possono capire solo in funzione di tutte le pellicole che si sono viste prima. Lynch, soprattutto, dirige film che fanno l'occhiolino al background dello spettatore."
"Sì, indubbiamente è così" ho risposto soffiando sulle unghie di Helena, ammirando il mio lavoro. Mi sono distesa, allungando le braccia dietro la testa. "Continua,
fammi capire dove vuole arrivare."
"Yvonne ha avuto l'idea di estendere questo concetto alla danza, a un'avanguardia che polverizzi tutte le precedenti. In particolare, ha pensato a una coreografia per
Giselle, di Adam. Ci sono i ballerini seduti sul palco, con espressione assorta; la musica - ovviamente, essendo un'allestimento sperimentale, si può fare a meno dell'orchestra e ci si accontenta di riprodurre la musica con dei diffusori - è della solita Giselle che conosciamo, mentre non si è risparmiata per i costumi e le luci, devo ammettere."
"E allora, dov'è la rivoluzione?" ho chiesto.
"Hai capito che i ballerini sono seduti?"
"Be', all'inizio, come spesso succede nella danza contemporanea ..."
"Ti ostini a non capire: i ballerini sono seduti per tutto il tempo del balletto, e usano solo la mimica facciale. Il pubblico, e questa sarebbe la geniale idea di Yvonne,
proietta la propria esperienza sul palco e ognuno vede il balletto che ha in mente. Magari su questo si potrebbe anche aprire un interessante dibattito, visto che, in fondo, ogni esperienza sensoriale è unica e, quando mille persone vedono un balletto, anche quando questi non ha i crismi della, ehm, sperimentazione di quello di Yvonne, ognuno  vede il "suo" balletto."
"E quando ci sarà la rappresentazione?" ho chiesto incredula.
"Giovedì prossimo, al Gay Village. Yvonne avrebbe voluto danzare sabato, ma il titolare le ha detto che non era il caso di bruciare una serata piena per un progetto
così temerario."
Mi sono riappropriata dei miei piedini. "Non ti senti il peso di una grossa responsabilità a conoscere una futura stella dello spettacolo come Yvonne?" le ho chiesto.

postato da VladimirPeluria alle ore 15:40 | link | commenti (7)
categorie: , giselle, squallor, balletto, dire straits, gay village, radio zero
venerdì, 31 luglio 2009

RU486

... e una voce dall'alto, calma ma decisa, disse: "Ma Benedetto (XVI) ragazzo, la scomunica a chi prescrive la pillola abortiva e a chi, invece, ha ucciso più di cento persone, come alcuni mafiosi che frequentano le tue chiese o chi, con il ponte sullo stretto e le centrali nucleari ne provocherà molti di più, fra morti bianche e nere, neanche un'alzata di sopracciglio? Non vorrai mica farmi venire giù di nuovo?"

postato da VladimirPeluria alle ore 14:38 | link | commenti (16)
categorie: , aborto, nucleare, berlusconi, messina, ponte, stretto, benedetto xvi, ru486
lunedì, 13 luglio 2009

Cinema!

Due ore di sano e robusto divertimento.
Sono andata al cinema a vedere un film dei fratelli Vanzina.
Ho dormito quasi per un'ora e mezza: una noia mortale. Alla fine del film, leggendo i titoli di coda, ho visto "regia e sceneggiatura" di Carlo ed Enrico Vanzina: ho riso per due ore di fila. Mi si è perfino sbavato il rossetto.
A proposito di cinema, qualcuno sa spiegarmi come mai su La7, Simone Annichiarico, che si spaccia per cinefilo, racconta i film prima di mandarli in onda? C'è una sfasatura nel palinsesto o nella sua scatola cranica?

postato da VladimirPeluria alle ore 20:26 | link | commenti (6)
categorie: cinema, , vanzina, annichiarico
lunedì, 29 giugno 2009

Mangiando una mela




Verona è una città bellissima. A Verona, poi, ci sono un sacco di persone in gamba, lavoratrici, oneste, di buon cuore. C'è anche, a Verona, uno sparuto numero di pedofili, assassini, ladri e inquisiti vari. A Verona, come d'altronde a Napoli, a Brazzaville, a Wellington e a Reykjavík, da ben prima che nascessero le moderne democrazie, è invalsa la tradizione di rinchiudere queste persone in un edificio delimitato e ben riconoscibile. Sulla facciata di questo edificio campeggia una scritta che dice, nelle città italiane, almeno, Municipio. In questo edificio - ma non solo in questo: anche in quello omonimo di Palermo (dove si parla di bivacco), di Voghera e di altre amene località della nostra penisola - è stato deciso che è vietato mangiare per strada. A me sembra che, con questo, sia stato varcato uno degli ultimi gradini verso la fine della civiltà. A me manca l'aria, sapendo che, all'occorrenza, non posso camminare per la mia città mangiando un panino, una mela o quello che mi pare. Vasco Rossi dovrebbe anche riscrivere una versione di Albachiara priva dell'apologia di reato che, a questo punto, contiene, e che a me sembrava una delle poche frasi coerenti che aveva messo in musica. 
Con tante città che ci sono in Italia, vi sento chiedervelo, come mai parlo proprio di Verona? Ecco, mi è tornato in mente di quando vivevo con un ragazzo di Verona. Era simpatico, bello, ragionava in modo contorto, ma non era questa la ragione per cui stavo con lui e, per un po' di tempo, mi ha ospitato nella sua casa. Odiava tutti i napoletani, tranne me che amava :), perché, parole sue, "ogni volta che qualcuno me l'ha messo in quel posto, era un napoletano". E pensare che io ho trascorso gran parte della mia vita nella speranza, raramente esaudita, di incontrare un napoletano così. In effetti ne aveva incontrati quattro o cinque, di miei concittadini, prima di me: statisticamente il suo odio si basava su presupposti fragilini. Ecco perché vi dicevo che ragionava in modo contorto.  E' da un po' che non lo vedo. Ciao F, un caro bacio.
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postato da VladimirPeluria alle ore 20:23 | link | commenti (11)
categorie: amore, napoli, , verona, municipio

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Utente: VladimirPeluria
Vladimir Peluria, transgender innamorata della vita. L'ironia salverà il mondo oppure non si salverà.

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