A proposito delle levate di scudi quasi unanimi degli ultimi due giorni, nei quali, come spesso è successo, solo Pannella, Bonino e pochi altri sono rimasti baluardi degli italiani che usano il cervello.
Vorrei sottolineare a chi non ha le idee chiare: se ci fosse stato nelle classi il ritratto di Napolitano, in quanto presidente della repubblica, avrebbe avuto senso tutto il frastuono che si sta facendo, da destra e, ahimé, da sinistra.
Se ci fosse stata una copia della Costituzione appesa nelle aule delle nostre scuole, lo avrei capito benissimo: quello è un simbolo degli italiani, un simbolo in cui ci riconosciamo, un simbolo che dovrebbe essere sventolato, in questo clima di ... ehm ... legalità diffusa. E se chiunque ci avesse chiesto di rimuoverlo, ci saremmo dovuti ribellare al sopruso.
Proprio quella Costituzione che, sull'argomento, è chiarissima: la Repubblica italiana è laica e garantisce a tutti il culto della propria religione, se ne ha uno, e non ha alcuna religione di stato, come sperano i vescovi.
A quelli, anche loro con le idee molto confuse, che obiettano le tradizioni millenarie delle radici cristiane, vorrei ricordare che le nostre radici, prima che cristiane, sono pagane. E quindi, se proprio dobbiamo tenere nei luoghi pubblici simboli che rappresentino le nostre radici democratiche e mediterranee, io proporrei una statuina di Mercurio, dio, fra le altre cose, dei ladri. Che rappresenta sicuramente meglio le virtù italiche di quanto non faccia quel povero Cristo morto inutilmente sulla croce.
E pensare che Ortega Y Gasset, un filosofo del secolo scorso, in un suo libro che raccoglie lezioni universitarie, Un'interpretazione della storia universale, asseriva che mai, come durante la Repubblica di Roma, ci sia stato un senso della legalità, un rispetto per la legge in tutta la storia occidentale. E viene da chiedersi: come siamo arrivati a questo governo?