Vladimir Peluria

Un blog del genere lontano dai generi
martedì, 19 agosto 2008

Disforie

Mentre impazza, naturalmente lontano dalle ribalte mediatiche più viste, il dibattito intorno alla disforia del genere, di cui potere leggere inedite e profonde riflessioni QUI, per decidere se e come il problema della disforia del genere sia una malattia, uno stato naturale, vada quindi curato, assecondato, e invece, secondo me va soltanto vissuto, tanto, per i  forse pochi, anni che mi restano da vivere, cosa volete che mi importi sapere del perché io sia come sono, quando vorrei solo viverli nella migliore maniera possibile, lontano da chi deve decidere quale etichetta attaccarmi addosso come se fossi un barattolo di marmellata, dicevo, mentre si discute di tutto ciò, io voglio portare alla vostra attenzione un altro tipo di disforia, di cui mi sono occupata personalmente, e dove ho potuto portare alla luce dei punti fermi e sconcertanti.
Prima, però, per chiudere definitivamente la parentesi aperta parlando della disforia del genere, che dovrebbe grosso modo occuparsi della non corrispondenza del genere "fisico" con quello "mentale", vorrei esprimere delle considerazioni che sgorgano spontanee dalle mie corde vocali ogni volta che ne sento parlare. Non sono riuscita ancora a capire quali sono i criteri a cui attenersi per attribuire il genere sessuale in modo netto a una persona. Mi spiego meglio, dando per scontato che esista il maschile e il femminile, e che poniamo, per ipotesi, ai due estremi il maschio e la donna eterosessuale, come inquadrare in modo netto tutte le sfumature intermedie?
Tralasciando, per ora, quello che è l'argomento clou del dibattito, cioè il posizionamento delle categorie riconosciute, gay e lesbiche, transessuali, transgender, che a loro volta possono essere m t f (male to female), f t m, mtf gay e mtf etero, ftm lesbo e ftm etero, e travetisti, a loro volta gay, lesbo ed etero, come inquadrare le persone dalle caratteristiche sessuali più sfumate rispetto a quanto finora "classificato"?
Poniamo al limite estremo del maschio etero quello che, puzzando come una capra, come vuole la massima che "l'omo adda puzzà" per essere vero uomo, e che effettua l'atto sessuale al solo scopo procreativo nella posizione del missionario, come considerare invece, il maschio che preferisce stare sotto durante il rapporto? Come una latenza di omosessualità? E quello che ama farsi toccare i capezzoli oltre che toccarli? Anch'esso prossimo a una deviazione dalla "retta" via? E, ancora, quello che indugia oltre il lecito palpando le calze di nylon della partner, non nasconderà forse il nascosto desiderio di indossarle egli stesso? Tutto questo, e altre domande, hanno bisogno di risposte, esattamente quanto quelle con cui ho aperto questo post. Da parte mia, come già vi ho detto, lascerò tutti questi argomenti che trovo deliziosamente oziosi a chi ha deciso di preferire la speculazione alla vita.
Io, preferisco vivere.
Torniamo ora a quello che, se non mi facessi sempre prendere la mano dal divagare, è l'argomento centrale di questo post: la nuova disforia da me scoperta. Si tratta della cosiddetta Mis-brain-location, ovvero dell'Errata dislocazione del cervello.
Come il nome lascia facilmente intuire, la sindrome affligge persone che hanno il cervello collocato in una parte del corpo che solitamente usiamo per altri usi, più o meno gradevoli, ma che tutti più o meno posiamo sulla tavoletta del cesso almeno una volta al giorno. E' evidente che una simile malattia è di grave nocumento per chi ne è afflitto, ma anche per le persone loro vicino. Pensate a quante volte vi capita di imbattervi in gente che sembra ragionare col c..., bene, ora abbiamo la prova scientifica che non è colpa loro. A me spesso è capitato, comprando scarpe che amo con i tacchi ben alti, di misurarne che mi stringevano il piede più del dovuto e le commesse insistevano dicendo che"dopo cedono": ebbene, le povere ragazze sono rientrate tutte nello studio della M-B-L syndrome. Pensate anche a tutte quelle povere persone che installano il navigatore satellitare sull'auto che usano tutti i giorni per lo stesso percorso quando vanno a lavorare, o a tutti quei malati che seguono i reality, magari pagando anche il canone a sky, che già di per sé è un indicatore quasi certo della sindrome. Pensate a quelli che buttano le carte dal finestrino o che ascoltano i Pooh. Lo studio della sindrome si è spinto, negli ultimi mesi, ben oltre la routine e, nel mese di aprile del 2008, si è potuto stabilire con certezza che, nella sola Italia, ne è affetto circa il 60 % della popolazione. Si auspica che, al più presto, le case farmaceutiche sappiano trovare un rimedio efficace. La sperimentazione sarebbe partita su soggetti volontari che, privati di televisore per alcuni mesi, sembrerebbero aver raggiunto ottimi risultati.
postato da VladimirPeluria alle ore 19:03 | link | commenti (7)
categorie: sesso, gay , trans, maschio, transgender, travesta, trav, crossdress
domenica, 17 agosto 2008

Dino Risi







La vita è come un film di Dino Risi


postato da VladimirPeluria alle ore 19:18 | link | commenti
categorie: , libero, berlusconi, padroni, crudele, dino risi
sabato, 09 agosto 2008

I giovani d'oggi

Quando ero bambina, quando ancora indossare abiti femminili era un piacere fine a se stesso, quando la cosa mi veniva concessa con un sorriso bonario anche alle feste di famiglia, c'era una cosa che terrorizzava le mie notti infantili: il momento in cui sarei diventata "giovane". Questa specie di limite fra l'infanzia felice che vivevo e una fase delle vita che era ancora piena di incognite, era reso fosco dai discorsi che sentivo fare dai "grandi", quando parlavano dei "giovani d'oggi" che, essendo passato ormai qualche decennio, sono ora ben oltre il "mezzo del cammin di nostra vita". I giovani, questi esseri mostruosi e perversi, erano dipinti come dediti prevalentemente a due attività, evidentemente malsane: il sesso e la droga. Queste attività, a dire il vero, erano inframmezzate da altre, minori, che accomunavano tutti: non rispettare gli adulti, non alzarsi dal sedile dell'autobus per cedere il posto agli anziani, non salutare e ascoltare la musica a volume altissimo, fra le altre cose. Ovviamente, le prime due erano al primo posto nei discorsi e nelle preoccupazioni dei genitori che, poverini, avendo vissuto immacolati quella fase, erano scandalizzati e, nel contempo, preoccupati per quanto appariva drammaticamente ai loro occhi.
Oggi, che anche io sono ben oltre il confine per descrivere il quale ho preso in prestito le parole di Dante, posso tracciare un bilancio dal quale gli adulti, di tutte le generazioni e di tutti i tempi, escono clamorosamente rincoglioniti e di corta memoria, per tacere della malafede. Posso dire che tutto quello che si dice dei giovani oggi, lo si diceva 20-30 anni fa, compreso il bullismo, la droga, la maleducazione, il pessimo gusto nel vestire e tutte le solite fesserie che si tramandano come fossero reliquie di famiglia.
E, con un sorriso misto a rimpianto, penso alla mia infanzia resa infelice e spaventata, passando notti insonni, a pensare a quando anch'io sarei diventato "giovane" e a come avrei potuto ottenere da Gesù Bambino che mi dispensasse dall'entrare in quella età di perdizione.
postato da VladimirPeluria alle ore 20:00 | link | commenti (7)
categorie: sesso, giovani, , droga, adulti, transgender, travesta
sabato, 09 agosto 2008

Resuscitano!

Tiè! E adesso trovatemi uno che è uscito dal coma ascoltando i Beatles :-P

Gran Bretagna: esce dal coma ascoltando i Rolling Stones
postato da VladimirPeluria alle ore 19:31 | link | commenti (2)
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Vladimir Peluria, transgender innamorata della vita. L'ironia salverà il mondo oppure non si salverà.

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