Con la mafia non si scherza. Ricordate quando minacciarono Costanzo per il presunto fastidio che davano le sue trasmissioni? La vera minaccia non era, come si pensò allora, di un attentato nei suoi confronti, ma ben più grave: se non avesse “rigato dritto”, lo avrebbero costretto a trascorrere il resto della sua vita con Maria De Filippi. Ebbene, con la crudeltà a cui Cosa nostra ci ha abituati, L’HANNO FATTO!
… les cochons, ils ne vieillissent pas, ils deviennent des saucissons (quelle tendresse!), mais les hommes, tant qu’ils vieillissent, ils deviennent des cochons … Paolo Conte
(I maiali non invecchiano, diventano salsicce – che tenerezza!- mentre gli uomini, invecchiando, diventano maiali)
Ieri ero sul pulman, affollatissimo, che mi portava in centro per andare dalla mia parrucchiera, quando mi sono sentita palpare il culo. Siccome io ho molta, troppa, fiducia nel prossimo, ho dato per scontato che il gesto fosse involontario e dovuto alla calca, magari di qualche poverino che avesse cercato di porre rimedio a una situazione di equilibrio precario. Quando, però, una seconda, insistita palpata ha fatto seguito alla prima, con dita che si insinuavano dove non dovevano, stavo per mollare un paio di sberle alla cieca in direzione della mano “morta”, ma mi sono trattenuta giusto in tempo, ricordando uno dei tanti buoni propositi che mi faccio quando ripenso, a mente fredda, alle cose che mi travolgono facendomi perdere le staffe: quando incontri un stronzo; quando devi subirne le ingiurie, anziché incazzarti, fai incazzare lo stronzo. Evitando, quindi, di mettermi a discutere con quello che, sicuramente, doveva essere un idiota che non meritava le mie ira, trovandomi poi, come spesso accade a una trans gender, di avere anche il biasimo del pubblico, mi sono girata completamente offrendo alla mano di quello che si è rivelato come un cinquantenne dall’aria di buon padre di famiglia, il mio pacco dove prima c’era il culo. Pensandoci bene, quando il mio professore di diritto parlava della diligenza del buon padre di famiglia, io me lo figuravo proprio così, come questo porco bavoso che avevo davanti.
Il tipo, che fingeva di guardare altrove nell’intento di continuare a palpare, si è ritrovato con qualcosa di inatteso fra le mani e ha fatto un salto, come se si fosse scottato, e si è allontanato, mettendo quanta più distanza fra lui e me. “Brava”, mi sono detta, “per una volta sei riuscita a controllarti”. Il tutto nell’indifferenza generale.
Più tardi, mentre mi facevo del male sfogliando un vecchio Vanity Fair dalla parrucchiera, pieno di modelle sode dove io sono molle e viceversa, per tacere di altre piccole frustrazioni tipiche di noi male to female, ascoltavo divertita le chiacchiere delle signore con le ragazze. Sembra che il parroco del quartiere abbia “festeggiato” l’arrivo del terzo figlio, con la terza donna diversa, tanto che non ho potuto fare a meno di fare una battuta a riguardo, pensando a quanti bambini somiglianti a Don Ugo girassero per le nostre vie, ricordando una vecchia pubblicità di una cittadina con tutti bimbi dagli occhi dello steso colore del bel visitatore che aveva ivi trascorso gli ultimi anni. Il cellulare mi ha interrotto da queste divertenti questioni, era Helena che voleva essere accompagnata dal concessionario BMW, visto che anche la visita alla Mercedes era stato infruttuoso, ma le ho detto che i miei capelli avevano la precedenza. E ci sia ripromesse di ritrovarci la sera per andare al Billy e Birilli, dove l’avrei stracciata a bigliardo di nuovo, nell’eventualità che non la serata non offrisse di meglio.