Sul divano, mentre ero seduta raccolta sui piedi, sognando scarpe impossibili viste nelle vetrine di Paris durante la mia recente vacanza, vedevo scorrere sullo schermo televisivo immagini ridicole e prive di senso, come spesso accade quando si guarda l'elettrodomestico privo di audio. Al terzo squillo pressante, sono andata ad aprire la porta: era Helena. E' entrata, e dopo i rituali baci sulle guance è andata al mobile, si è riempita un bicchiere di Passito e buttata sul divano. Ha preso il telecomando e ha alzato il volume. C'era un servizio sul tentativo di Zapatero di legiferare in materia di aborto. Per qualche arcano meccanismo, entrambe siamo passate a pensare alla situazione italiana, a proposito di famiglie, di DICO, di adozioni... "Io non vorrei mai un
figlio" ho detto. Helena mi ha guardato con sufficienza (come sempre): "Io ne voglio tre, due maschi e una femmina. Ma più in là, adesso è presto".
"Con le leggi che ci ritroviamo qui, comunque, le nostre preoccupazioni sono premature".
"Ti sembra normale il modo in cui la gente guarda al problema delle adozioni? Voglio dire, un'adozione significa dare dei genitori a un bimbo che non ne ha, mica il contrario, eppure io sento sempre dire <abbiamo
chiesto un figlio>, mai qualcuno che dicesso, almeno a salvare l'apparenza, <ci siamo offerti di adottare un bambino>. Lo trovo assurdo, uno dei tanti apsetti di un egoismo senza limiti".
Helena mi ha guardata, stavolta con occhio diverso: "Sai che non avevo mai considerato la questione da questo punto di vista?"
"Il problema è che non lo fa quasi nessuno. Quando se ne è discusso in Italia, mi sarebbe piaciuto che almeno qualcuno ponesse il bambino al centro della discussione, anziché parlare di tutt'altro. Ti rendi conto che
sulle spalle di quelle povere creature si combattono guerre politiche che hanno tutt'altri obiettivi?"
"Hai ragione," mi ha detto, "è disgustoso".
Dopo qualche minuto di silenzio, mentre il tiggì proseguiva con le importantissime notizie che parlavano della Canalis, ho spento il televisore, mentre Helena esclamava: "Sono curiosa di sapere cosa ne pensa quella squilibrata di Yvonne!"
Ha preso il telefono e ha composto il numero. Ha attivato il viva voce.
"Pronto?"
"Yvonne! Che combini, vecchia calza? Senti, siamo qui Vlady e io,
volevamo chiederti una cosa: cosa ne pensi delle adozioni per le coppie di fatto?"
C'è stata una pausa.
"Senti, Helena, non prendertela, ma sono occupatissima: ho appena dimostrato, calcoli alla mano, che Dio esiste".